Colloqui in italiano e in spagnolo

Quello che fai adesso, un tempo serviva a qualcosa.

Anche i modi di proteggersi che oggi ci costano cari sono nati come soluzioni intelligenti. Capire a che cosa rispondevano è il primo passo per non averne più bisogno.

Ricevo in Corso Vercelli 5, a Milano, e online. Iscritto all'Albo degli Psicologi della Lombardia n. 23426.

Ambiti di lavoro

Queste sono le situazioni che incontro più spesso. Con le dipendenze lavoro da più di dieci anni.

Dipendenze

Alcol, sostanze, gioco, comportamenti che si sono presi troppo spazio. Anche quando si è già provato a smettere, anche più volte.

Familiari e partner

Chi vive accanto a una persona con una dipendenza porta un carico che quasi nessuno nomina. È un motivo sufficiente per chiedere uno spazio proprio.

Ansia e attacchi di panico

La sensazione che il corpo suoni l'allarme prima che la testa capisca perché, e che il campo delle cose che si riescono a fare si stia restringendo.

Perdite e passaggi di vita

Separazioni, lutti, perdita del lavoro, trasferimenti. Momenti in cui le strategie di sempre smettono di funzionare e non se ne vede ancora un'altra.

Adolescenza

Percorsi per ragazzi e ragazze, e spazi di consulenza per genitori che non sanno più come avvicinarsi a un figlio.

Migrazione e vita tra due paesi

Sradicamento, nostalgia, identità sospese tra due lingue. Ricevo anche in spagnolo, per chi preferisce raccontarsi nella propria.

Chi sono

Claudio Rossetti Conti, psicologo a Milano
Studio in Corso Vercelli 5, Milano.

Mi chiamo Claudio Rossetti Conti e sono psicologo. Svolgo colloqui clinici al Centro Clinico Integrato e ricevo in studio a Milano e online.

Lavoro da oltre dieci anni con persone che attraversano periodi difficili: dipendenze da sostanze, alcol e nuove dipendenze, momenti di crisi, ansia, passaggi di vita che disorientano. Una parte importante del mio lavoro l'ho fatta dentro i servizi e i gruppi, dove si incontrano storie che raramente arrivano in uno studio privato.

Prima di Milano ho vissuto e lavorato cinque anni tra Messico e Brasile, con progetti di psicologia comunitaria su dipendenze, violenza domestica e sostegno a persone migranti. Da quell'esperienza mi è rimasta una convinzione semplice: nessuno si comporta in modo insensato, se si conosce il contesto in cui ha imparato a farlo.

  • FormazioneLaurea magistrale in Psicologia dello Sviluppo e della Comunicazione, Università Cattolica del Sacro Cuore.
  • EsperienzaColloqui clinici presso il Centro Clinico Integrato. In precedenza, psicologo e referente di struttura presso una cooperativa sociale che si occupa di dipendenze, e formatore per il progetto di prevenzione «Adolescenze (In)certe» del Dipartimento Politiche Antidroga.
  • All'esteroDoctors for Global Health, Servicio Jesuita a Migrantes, progetti di cooperazione in Messico e Brasile.
  • LingueItaliano, spagnolo, inglese.

Come procediamo

Il mio approccio è integrato. In pratica si parte da come funzioni tu e da che cosa ti ha protetto finora; gli strumenti si scelgono dopo, fra quelli che la ricerca ha mostrato efficaci.

  1. Un'ora per conoscersi

    Racconti che cosa ti ha portato qui, anche in modo disordinato, anche senza sapere da dove cominciare. Serve a noi due per capire se possiamo lavorare insieme: è una domanda legittima, e la risposta può anche essere no.

  2. Una mappa condivisa

    Nei primi incontri mettiamo a fuoco che cosa succede e a che cosa è servito finora. Ne esce una mappa che disegniamo in due e correggiamo strada facendo.

  3. Obiettivi e strumenti

    Da lì scegliamo insieme dove vuoi arrivare e con quali strumenti, e decidiamo ritmo e durata.

  4. Verifiche lungo la strada

    Ogni tanto ci fermiamo a controllare se stiamo ancora andando dove volevamo. Se qualcosa non funziona, lo cambiamo.

Appunti

Alcune idee che uso spesso in seduta, spiegate in poche righe. Se una ti riguarda, è già un buon punto da cui partire.

Prima le misure, poi il taglio

Approcci cognitivi, comportamentali, sistemici, psicodinamici: sono cassette degli attrezzi diverse, tutte con prove di efficacia alle spalle. La domanda utile è quale serva a te, adesso, per quello che stai attraversando.

Un vestito di taglia unica sta male a quasi tutti. Il sarto fa il contrario: prima prende le misure, poi sceglie il taglio.

Che cosa cura davvero, in un percorso psicologico

Decenni di ricerca dicono una cosa poco spettacolare: fra tutti gli ingredienti, quello che pesa di più è la qualità della relazione fra chi chiede aiuto e chi lo offre. Le tecniche contano, ma funzionano dentro un legame che regge.

Nessun attrezzo costruisce una casa da solo. Conta di chi è la mano che lo tiene, e se chi lavora è d'accordo su cosa si sta costruendo.

Quando fra noi due qualcosa si inceppa

Capita: una frase che cade male, la sensazione di non essere capito, la voglia di saltare la seduta. Anche questo fa parte di un percorso psicologico, ed è materiale di lavoro: dirlo ad alta voce è una delle cose più utili che si possano fare in quella stanza.

Due che ballano insieme, prima o poi, perdono il tempo. Non si smette di ballare: ci si ferma un attimo, si riprende il ritmo, si riparte.

Perché si parla anche di quello che è successo prima

Molto presto impariamo dei modi per proteggerci da quello che fa male: stare in guardia, non chiedere niente, anticipare l'umore degli altri. Erano risposte sensate a una situazione che c'era davvero. Il problema arriva quando restano in funzione anche dopo che la situazione è cambiata.

Hai camminato per anni su una strada con una buca, e il piede imparava ad alzarsi da solo. Poi la strada l'hanno asfaltata. Ma il piede continua ad alzarsi.

Quando la sostanza non è più il problema principale

Chi ha una dipendenza di solito sa già smettere: l'ha fatto tante volte. È più utile chiedersi che lavoro faceva la sostanza. A volte riempie un vuoto: scalda, calma, fa compagnia, spegne la testa. Spesso è anche un modo di muoversi nel mondo, quello che una persona ha trovato per stare in mezzo agli altri senza perdere il senso di chi è. C'è chi la usa per sentirsi all'altezza, chi per uscire senza paura, chi per sentirsi vivo quando tutto pesa, chi per allentare, almeno per qualche ora, il controllo su tutto. Se quel lavoro resta scoperto, prima o poi qualcosa torna a coprirlo.

È inverno e non c'è riscaldamento, così bruci i mobili per scaldarti. Funziona davvero. Solo che ogni notte di caldo ti costa un pezzo di casa.

Come si capisce se sta funzionando

La sensazione di stare bene subito dice poco: certi momenti di un percorso psicologico sono faticosi proprio perché qualcosa si muove. Dicono di più i fatti concreti: cosa riesci a fare adesso che prima evitavi, come ti tratti quando le cose vanno storte. Sono cose che ci fermiamo a guardare insieme, a voce alta.

In montagna ogni tanto ci si ferma, si tira fuori la cartina e si controlla. Non perché ci si sia persi: perché è l'unico modo per accorgersene in tempo.

Informazioni pratiche

Durata

Un'ora circa. Il primo incontro può durare un po' di più.

Frequenza

Una volta a settimana, almeno all'inizio. Poi il ritmo può cambiare.

Dove

In studio a Milano, Corso Vercelli 5, e online in videochiamata.

Lingue

Italiano e spagnolo. También en español.

Detrazione

Le prestazioni psicologiche sono detraibili al 19% nella dichiarazione dei redditi.

Domande che mi fanno prima di cominciare

Posso venire per un'altra persona, non per me?

Sì, capita spesso: genitori, partner, fratelli, figli adulti di qualcuno che beve o usa. Non posso lavorare su una persona che non c'è, ma posso lavorare con te: su cosa puoi fare, su cosa non dipende da te, e su come reggere nel frattempo.

Non so se il mio problema è abbastanza grave.

Non c'è una soglia da superare. Ci si può rivolgere a uno psicologo per una sofferenza forte, ma anche per una cosa che si ripete e non si capisce, o per un periodo in cui ci si sente fermi. Se ci stai pensando da un po', quello è già un dato.

E se non so da dove cominciare?

Molte persone arrivano così, e va benissimo: si comincia da lì. Mettere ordine fa parte del lavoro che facciamo insieme.

Online funziona come in presenza?

Per la maggior parte dei percorsi sì, e per chi viaggia, vive fuori Milano o ha orari difficili spesso è l'unica opzione praticabile. Serve però una condizione non negoziabile: un posto dove nessuno ti senta, per tutta la durata della seduta.

Per quanto tempo dovrò venire?

Dipende da cosa ci si propone: ci sono percorsi brevi e mirati di qualche mese e percorsi più lunghi. La durata la decidiamo insieme, e la rivediamo a intervalli regolari.

Quello che dico resta fra noi?

Sì. Sono tenuto al segreto professionale dal codice deontologico degli psicologi. Le eccezioni sono poche e previste dalla legge, riguardano situazioni di grave pericolo per te o per altri, e te le spiego nel primo colloquio prima che tu decida se proseguire.

Che cosa succede dopo che ti ho scritto?

Di solito ti rispondo entro un paio di giorni lavorativi. Poi ci sentiamo qualche minuto al telefono per capire se sono la persona adatta, e solo dopo fissiamo il primo incontro.

Scrivimi

Anche solo per capire se ha senso. Non serve spiegare tutto in un messaggio.

Rispondo entro due giorni lavorativi. Se non ricevi risposta, controlla la posta indesiderata.

Se è un'emergenza

Questo sito non è un servizio di emergenza e non risponde in tempo reale. Se sei in pericolo o pensi di farti del male, chiama il 112, rivolgiti al pronto soccorso più vicino o contatta il Telefono Amico al 02 2327 2327.